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Gli impianti dentali

Attraverso le tue domande

Avrai senz’altro sentito parlare di “implantologia”, “impianto dentale”, “perno nell’osso”, e ti sarai fatto un’idea, più o meno vaga, più o meno precisa.
Oppure ti è stato detto che dovresti mettere uno o più impianti, ma hai ancora domande e dubbi rimasti senza risposta (quali sono le alternative? Avrò male durante o dopo l’intervento? Quanto costerà? E se qualcosa va storto?).
O ancora, ti è stato detto che nella tua bocca non si possono mettere impianti perché ad esempio “c’è poco osso”, e quindi porti una protesi rimovibile, magari da tanti anni. O infine, hai già messo uno o più impianti nella tua bocca, ma qualcosa non ti soddisfa pienamente e vorresti sapere se fosse possibile una soluzione.

Questa guida è per te.
Ho cercato di spiegare il maggior numero di cose sull’argomento, con un linguaggio il più chiaro possibile, attraverso le domande che tu stesso potresti porti.

Perché l’ho fatto?
Perché troppo spesso una scarsa informazione “costringe” i pazienti ad accettare situazioni che in realtà potrebbero essere decisamente migliori: i tempi di trattamento potrebbero ad esempio essere ridotti di parecchi mesi; l’implantologia computer-guidata può ridurre i tempi e rendere facili e sicuri interventi che altrimenti risulterebbero più difficili e delicati; soprattutto, in caso di osso insufficiente, potrebbe essere sufficiente un piccolo aumento osseo per poter avere i denti fissi su impianti anziché portare protesi mobili.

Per cui, cominciamo.

Domande più comuni sugli impianti dentali

1. Cosa sono gli impianti dentali?

Gli impianti dentali possono essere considerati radici dentali artificiali in titanio: hanno forma cilindrico-conica e vengono inseriti (avvitati) nell’osso per potervi fissare, immediatamente o dopo un periodo di guarigione, uno o più denti artificiali fissi. Come infatti i denti naturali sono ancorati all’osso tramite le radici, così i denti artificiali possono essere fissati a radici artificiali che sono appunto gli impianti dentali.

2. A che cosa servono?

Servono per fissare uno o più denti artificiali a sostituzione di uno o più denti estratti o mancanti. Possono essere utilizzati per riavere uno o più denti artificiali fissi (anche un’intera arcata dentale) oppure, molto più raramente, per rendere più stabili protesi rimovibili di un’arcata completa.

3. Quanti impianti si mettono?

Il numero di impianti naturalmente varia in base al numero di denti fissi da ripristinare e alla situazione clinica. In linea generale possiamo dire che: per ripristinare un dente serve un impianto; in alcuni casi, potrebbe essere sufficiente e opportuno utilizzare un solo impianto anche nei casi in cui siano da ripristinare due denti adiacenti (vicini tra loro senza l’interposizione di un altro dente) di cui uno sia un incisivo laterale superiore o un incisivo inferiore; per ripristinare 3-4 denti adiacenti si utilizzano generalmente due impianti; solitamente si utilizzano 3 impianti per ponti di 5 elementi; per ripristinare un’arcata dentale completa sono sufficienti 4 o 6 impianti a seconda dei casi.

4. Quali sono le alternative agli impianti dentali?

Le alternative agli impianti sono il cosiddetto ponte fisso e la protesi mobile/rimovibile.

Nel caso del ponte fisso, ad esempio se nell’arcata dentale manca un dente, i due denti vicini (quello davanti e quello dietro a quello mancante) vengono limati e quindi rimpiccioliti in modo che su di essi venga incollato il ponte fisso, ovvero una struttura costituita da tre denti artificiali uniti tra loro: quello al centro sostituisce il dente mancante, mentre i due laterali vengono incollati (cementati) ai due denti adiacenti.

Nel caso della protesi mobile/rimovibile invece i denti vicini a quello mancante non vengono limati, ma su di essi viene agganciata, tramite appunto dei piccoli ganci, una protesi rimovibile, che il paziente deve rimuovere tutte le volte che si lava i denti.

Nel caso manchino tutti i denti di un’arcata, l’alternativa all’implantologia è la protesi mobile, la comune “dentiera”.

5. Quali sono i vantaggi degli impianti rispetto alle alternative?

Rispetto al ponte fisso, il grande vantaggio dell’implantologia è il fatto che i denti vicini non vengono toccati, perché il dente artificiale viene ancorato all’osso – rimasto dopo l’estrazione del dente – anziché ai denti adiacenti. Nel ponte fisso invece è necessario rimpicciolire i due denti vicini, operazione sensata quando si tratta di denti con elevato rischio di frattura (ad es. se il dente ha una carie molto profonda, una ricostruzione molto estesa, ecc.), ma certamente troppo invasiva e demolitiva se i denti sono sani o quasi completamente sani.

Rispetto alla protesi mobile/rimovibile invece i vantaggi principali degli impianti dentali sono il fatto di avere dei denti fissi che vengono percepiti come propri, anziché una protesi che deve essere rimossa per le manovre di igiene, e la possibilità di parlare e masticare normalmente senza la paura costante che la protesi possa muoversi o, peggio, cadere.

6. Di che materiale sono fatti?

Gli impianti dentali, analogamente alle protesi usate in ortopedia, sono in titanio puro o leghe di titanio, un materiale metallico altamente biocompatibile, che si integra perfettamente nell’osso in cui viene inserito (osteointegrazione).

7. Esiste la possibilità di rigetto o di allergia?

No, la possibilità di rigetto esiste per un trapianto di organo (es. rene, fegato, cuore) da una persona a un’altra persona, mentre non esiste per gli impianti dentali, che naturalmente non sono un organo bensì un dispositivo medico-chirurgico che viene impiantato (non “trapiantato”) nell’osso.

L’allergia al titanio, di cui sono fatti gli impianti, non è mai stata documentata né tantomeno provata.

Qualche volta si parla impropriamente di “rigetto” dell’impianto, riferendosi alla situazione in cui l’impianto non ha attecchito nell’osso (non è avvenuta l’osteointegrazione): la causa di ciò però non è il rigetto, che è una reazione immunitaria a un trapianto d’organo; la causa invece è da ricercare nell’intervento di inserimento dell’impianto: se dopo qualche giorno o settimana o mese l’impianto non si è integrato con l’osso ma è circondato da tessuto molle e deve quindi essere rimosso perché non ci si può fissare un dente artificiale, ciò potrà essere dovuto o a un problema chirurgico (il foro fatto nell’osso è troppo largo per l’impianto) o alla contaminazione batterica (infezione) dell’impianto avvenuta durante l’intervento. Posso dire che nella mia esperienza ad oggi non si è mai verificato un fallimento implantare: sono a questo riguardo fondamentali una preparazione preoperatoria che riduca la carica batterica a livello della bocca (almeno una seduta di igiene orale professionale – la “pulizia dei denti” – eseguita dall’igienista dentale o dal dentista pochi giorni prima dell’intervento e una corretta copertura antibiotica) e una esecuzione graduale del “foro” nell’osso per non trovarsi con un impianto che gira o si muove dentro un foro troppo grande.

8. Sono sicuri gli impianti dentali?

Tra gli interventi chirurgici in generale quelli di implantologia dentale sono tra i più sicuri, con percentuali di “sopravvivenza implantare” a 10 anni (ovvero quanti impianti su 100 sono rimasti funzionanti in bocca dopo 10 anni) riportate in letteratura tra il 95 e il 100%. 

9. Come viene inserito un impianto dentale?

Generalmente l’intervento, eseguito in anestesia locale, prevede l’incisione e lo scollamento della gengiva per avere una chiara visione dell’osso in cui verrà inserito l’impianto: con frese di diverso diametro e lunghezza viene quindi eseguito un foro nell’osso, dove viene avvitato, tramite un motore apposito e/o uno strumento manuale, l’impianto.

A seconda delle situazioni si può fissare all’impianto già a fine intervento il dente fisso o la protesi fissa (“carico immediato”). Se invece si preferisce attendere la guarigione dell’osso intorno all’impianto (circa 3 mesi), l’impianto appena posizionato può essere sigillato – per evitare che la gengiva proliferi al suo interno – con una vite di chiusura che resta, nei mesi di guarigione, al di sotto della gengiva (guarigione sommersa), oppure con una vite che fuoriesce dalla gengiva (guarigione trasmucosa).

10. È doloroso l’intervento e il postoperatorio?

La stragrande maggioranza delle volte il paziente non assume antidolorifici dopo l’intervento, se non per sicurezza prima di andare a dormire la sera dopo aver fatto l’intervento. Talvolta il paziente assume antidolorifici per un dolore che è sempre lieve o moderato e che si risolve comunque nei primissimi due o tre giorni al massimo.

11. È possibile eliminare l’ansia legata all’intervento di implantologia?

Certo, è possibile eliminare l’ansia somministrando farmaci specifici nel caso di interventi più lunghi e invasivi o per i pazienti più ansiosi.

12. Che precauzioni devo avere dopo l’intervento e nei primi mesi successivi? E per il resto della mia vita?

Le precauzioni postoperatorie possono essere diverse a seconda delle situazioni cliniche. In generale nelle prime 24 ore è bene evitare sciacqui ed è opportuno mangiare cibi freddi e liquidi/semiliquidi, e tenere il ghiaccio per almeno 4-5 ore in modo alternato (15 minuti sì e 15 minuto no). È bene poi proseguire con una dieta tiepida e morbida per una settimana circa. La dieta morbida può dover essere protratta per un mese circa, ad esempio in caso di carico immediato (v. domanda 15).

Una volta completata la guarigione, i denti su impianti andranno sempre puliti come fossero i propri denti: spazzolino (elettrico), filo interdentale e/o scovolino.

Per il mantenimento dei risultati ottenuti e la tempestiva intercettazione di complicanze, spesso asintomatiche, risulta fondamentale effettuare poi regolari controlli periodici dal dentista e sottoporsi alle periodiche sedute di igiene orale dall’igienista, che saprà sempre consigliarvi sui metodi più appropriati di igiene orale.

13. Quali possono essere le complicanze?

Le complicanze possono essere precoci (prima della protesi definitiva) oppure tardive (dopo l’inserimento della protesi definitiva). Le complicanze precoci, rarissime, vengono prevenute attraverso lo studio preventivo di un esame TAC Cone Beam (CBCT), l’allestimento (preferibile benché non sempre necessario) di un campo operatorio sterile e di una corretta tecnica chirurgica. Le complicanze tardive possono essere biomeccaniche o biologiche. Le complicanze biomeccaniche riguardano svitamenti, distacchi, fratture della componente protesica (quasi mai riguardano l’impianto vero e proprio inserito dentro l’osso – vedi domanda 34). Le complicanze biologiche riguardano l’infiammazione della gengiva intorno all’impianto (mucosite peri-implantare) e la perdita di osso intorno all’impianto (perimplantite): entrambe sono causate da un accumulo – protratto nel tempo – di placca batterica (la patina bianca-giallognola che dobbiamo rimuovere con lo spazzolino) tra dente artificiale e gengiva; attraverso i controlli regolari dal dentista e le periodiche sedute di igiene orale professionale è possibile prevenirle o intercettarle tempestivamente.

14. Devo togliere un dente (o più denti): quanto devo aspettare prima di poter mettere l’impianto (o gli impianti) nell’osso?

Esistono due possibilità: eseguire l’estrazione e attendere 3 mesi di guarigione dell’osso (dove c’era la radice del dente si riforma osso) prima di inserire l’impianto (implantologia tradizionale), oppure dove possibile si può inserire l’impianto o gli impianti immediatamente dopo l’estrazione del dente o dei denti nello stesso appuntamento (impianto post-estrattivo, ovvero, inserito immediatamente dopo l’estrazione). Per poter inserire un impianto post-estrattivo è necessario che l’osso intorno alla radice estratta abbia un volume sufficiente e tale da poter posizionare subito un impianto in modo stabile e con un orientamento adeguato.

15. Quando si possono fissare i denti sugli impianti?

Anche qui esistono due possibilità: i denti artificiali possono essere realizzati e fissati 3 mesi dopo la guarigione dell’osso intorno all’impianto inserito (implantologia tradizionale), oppure possono essere fissati contestualmente o comunque entro 24-48 ore dall’inserimento implantare (“carico immediato”, v. sotto)

16. Ho sentito parlare di “carico immediato”: che cos’è?

Il carico immediato consiste nel fissaggio entro 48 ore di uno o più denti artificiali (fino a un’intera arcata dentale) all’impianto appena inserito (https://www.studiosinfonico.it/implantologia-avanzata/). Il carico immediato è possibile se l’impianto o gli impianti sono sufficientemente stabili appena inseriti nell’osso; in caso contrario si può procedere in modo tradizionale attendendo circa 3 mesi per l’osteointegrazione dell’impianto prima di realizzare i denti fissi.

17. Devo estrarre un dente (o più denti): quanto tempo passa per riavere un dente fisso?

Esistono diverse possibilità.

Se possibile si programma un impianto post-estrattivo a carico immediato, per cui nella stessa seduta dell’estrazione si inserisce l’impianto e si fissa già un dente fisso (impianto post-estrattivo a carico immediato), generalmente provvisorio, subito o entro 24-48 ore. Questa è l’opzione più rapida e, quando possibile, quella preferibile per diversi motivi: oltre a ridurre i tempi di trattamento, evita al paziente il disagio di portare per 3-6 mesi una protesi rimovibile (che deve quindi rimuovere tutte le volte per lavarsi i denti) e permette di mantenere il più possibile inalterata la forma della gengiva.

Al contrario l’opzione più lunga (6-7 mesi) è quella prevista dall’implantologia tradizionale: l’impianto viene inserito 3 mesi dopo l’estrazione dentale, e il dente fisso viene realizzato 3 mesi dopo l’inserimento dell’impianto. I motivi di questa scelta possono essere diversi: a) non c’è osso sufficiente subito dopo aver estratto il dente e quindi bisogna aspettare che si riformi osso dove c’era la radice; b) l’impianto appena posizionato non è così tanto stabile da poterci fissare subito un dente; quindi, conviene attendere che l’osso guarisca bene intorno all’impianto; c) motivi di convenienza economica.

Esiste infine la possibilità di riavere un dente fisso 3 mesi dopo l’estrazione (effettuando un carico immediato su un impianto inserito 3 mesi dopo l’estrazione del dente oppure fissando un dente 3 mesi dopo un impianto post-estrattivo).

18. Devo estrarre un dente: per quanto tempo resterò senza dente?

La maggior parte delle volte il paziente non resta mai senza dente: o si fa un carico immediato oppure dopo l’estrazione si applica una protesi rimovibile provvisoria preventivamente realizzata in laboratorio. Generalmente il carico immediato è più indicato quando la zona di intervento è anteriore (visibile durante il sorriso) o quando si tratta un’interca arcata; il carico immediato nelle zone più posteriori (che non si vedono durante il sorriso) è meno frequentemente possibile per la carenza di osso che residua immediatamente dopo l’estrazione del dente in quella zona (nelle aree posteriori infatti la quantità di osso utilizzabile per inserire gli impianti è limitata da due strutture anatomiche, che sono il seno mascellare e il nervo alveolare inferiore): in questi casi è opportuno attendere circa 3 mesi che si riformi l’osso dopo l’estrazione prima di poter posizionare l’impianto.

19. Ho sentito parlare di “implantologia computer-guidata”: di cosa si tratta?

L’implantologia computer-guidata consiste nell’utilizzo, durante l’intervento di inserimento degli impianti, di un dispositivo (“guida chirurgica”), realizzato in laboratorio sulla base della TAC e delle impronte del paziente, che ci permette di inserire gli impianti esattamente nella posizione progettata (https://www.studiosinfonico.it/implantologia-avanzata/). A seconda delle situazioni cliniche, l’implantologia computer-guidata può comportare i seguenti vantaggi: minor tempo operatorio, maggiore precisione, possibilità di evitare di incidere e poi suturare la gengiva, possibilità di riavere i denti fissi nella stessa seduta (2-3 ore) anziché 24-48 ore dopo l’intervento.

20. Ho sentito parlare di “impianti senza incisioni, senza bisturi, senza suture”: di cosa si tratta?

La possibilità di inserire gli impianti senza incidere la gengiva esiste da diversi decenni. Senza l’incisione e lo scollamento di un lembo gengivale non è possibile vedere l’anatomia dell’osso sottostante, che talvolta è sottile, può presentare cambi di orientamento e non essere facilmente palpabile attraverso la gengiva. Inoltre, questo tipo di intervento può causare la perdita di gengiva “aderente” (quella rosa, vicino ai denti, stabilmente adesa all’osso sottostante, a differenza della mucosa rossa che viene mobilizzata dai movimenti di labbra e guance) che proteggerebbe e sigillerebbe adeguatamente il microambiente intorno all’impianto. Questa procedura può però essere attuata in tre diversi scenari: a) quando l’osso mostrato in TAC (CBCT) risulta di un volume abbondante e la gengiva aderente risulta ampia (situazione poco frequente in realtà), oppure b) l’intervento viene eseguito tramite “guida chirurgica” (v. domanda precedente) e la gengiva aderente risulta ampia, oppure c) l’inserimento dell’impianto è contestuale all’estrazione (“impianto post-estrattivo”).

21. Come si realizza un’intera arcata dentale fissa su impianti?

Lo studio della TAC a basso dosaggio (CBCT) e delle impronte del paziente permettono di realizzare un progetto protesico personalizzato su misura: l’intervento consisterà quindi nell’eventuale estrazione dei denti residui non curabili e nell’inserimento di 4 (o meno frequentemente 6) impianti dentali strategicamente posizionati per supportare un’intera arcata dentale fissa: questa potrà essere fissata già a fine intervento grazie all’implantologia computer-guidata (denti fissi in 3 ore) oppure potrà essere fissata generalmente 24 ore dopo aver preso le impronte a fine intervento.

Il protocollo tradizionale prevede che questa protesi (carico immediato) sia provvisoria in resina (generalmente con un rinforzo metallico non visibile), e che venga sostituita con una protesi definitiva a guarigione avvenuta (generalmente 3 mesi). In casi selezionati è possibile realizzare, con materiali con caratteristiche intermedie tra quelli utilizzati per una protesi provvisoria e una protesi definitiva, un’unica protesi che viene fissata già a fine intervento o entro 24-36 ore, e che potrà essere modificata (non sostituita) durante e dopo la guarigione.

22. Mi hanno detto che non ho osso per poter mettere gli impianti: cosa si può fare?

Innanzitutto, è necessario in primo luogo verificare la quantità di osso residuo tramite TAC (CBCT); spesso infatti l’osso è sufficiente per poter inserire gli impianti senza particolari procedure aggiuntive. Nel caso in cui l’osso fosse effettivamente insufficiente per poter inserire gli impianti in posizione adeguata, è possibile aumentare il volume osseo con due tecniche principali: la rigenerazione ossea guidata (GBR, Guided Bone Regeneration) e il rialzo del pavimento del seno mascellare (quest’ultimo riguarda soltanto la zona dei denti posteriori superiori). Nei casi più lievi è possibile inserire gli impianti contestualmente a un intervento di GBR  o rialzo del seno, nei casi in cui la mancanza di osso sia più marcata è invece necessario attendere dai 4 ai 9 mesi circa che la procedura di aumento osseo completi la sua guarigione prima di poter procedere con l’inserimento degli impianti (https://www.studiosinfonico.it/implantologia-avanzata/).

23. Sono dolorosi gli interventi di aumento osseo?

L’eventuale dolore in seguito a interventi di aumento osseo (rigenerazione ossea, rialzo del seno mascellare) è facilmente gestibile con i normali antidolorifici/antinfiammatori che prescriviamo. Ghiaccio e terapia farmacologica sono fondamentali nel ridurre il gonfiore. Un eventuale livido si riassorbe in circa due settimane.

24. Mi hanno detto che ho le gengive sottili e che non posso mettere gli impianti: cosa si può fare?

Ancor più della mancanza di osso, una gengiva “sottile” non rappresenta una controindicazione all’inserimento degli impianti, ma può essere aumentata con un innesto gengivale (innesto di tessuto connettivo) che viene eseguito nella stessa seduta dell’inserimento dell’impianto (https://www.studiosinfonico.it/implantologia-avanzata/) . Generalmente l’innesto gengivale prevede un piccolo prelievo di tessuto gengivale dal palato che viene innestato tramite suture nella zona dell’impianto.

25. Mi hanno detto che ho la parodontite (piorrea): posso mettere gli impianti?

La parodontite (https://www.studiosinfonico.it/parodontite-introduzione/), un tempo chiamata anche “piorrea”, non rappresenta una controindicazione all’implantologia a condizione che sia stato raggiunto, tramite la terapia parodontale non chirurgica (sedute di igiene orale professionale), un adeguato livello di igiene orale mantenuto dal paziente nel tempo e un basso livello di infiammazione gengivale. Questo significa che prima di poter inserire gli impianti, un paziente con parodontite (ovvero 6 su 10 italiani adulti!) deve imparare a tenere i denti sufficientemente puliti grazie all’aiuto dell’igienista dentale. La terapia parodontale prosegue naturalmente anche dopo l’intervento di implantologia come terapia di supporto per mantenere nel tempo i risultati ottenuti con le prime fasi della terapia (https://www.studiosinfonico.it/parodontite-diagnosi-e-terapia/).

26. Ho problemi alle gengive, mi sanguinano quando spazzolo i denti, si sono ritirate: posso mettere gli impianti?

Certamente sì, con i dovuti accorgimenti. Il sanguinamento gengivale durante lo spazzolamento è un segno di infiammazione gengivale (gengivite) che può essere causata dall’accumulo di placca batterica e tartaro, che vengono rimossi durante le sedute di igiene orale professionale (https://www.studiosinfonico.it/parodontite-introduzione/). Una gengivite trascurata nel tempo può progredire ed evolvere in parodontite, ossia un’infezione cronica della gengiva e dell’osso di sostegno della radice del dente, la cui terapia prevede la rimozione di placca batterica e tartaro tramite sedute di igiene orale professionale ed eventuale terapia chirurgica (https://www.studiosinfonico.it/parodontite-diagnosi-e-terapia/). La retrazione gengivale di per sé non è una controindicazione all’implantologia: se la causa è uno spazzolamento troppo aggressivo (tecnica errata o utilizzo di uno spazzolino con setole dure) questo dovrà essere corretto e si potrà valutare una terapia chirurgica di ricopertura radicolare (la recessione gengivale scopre infatti una porzione di radice del dente), eventualmente contestuale alla chirurgia implantare; se la causa è la parodontite è necessario una terapia parodontale che diminuisca la quantità di placca batterica e il livello di infiammazione gengivale (v. domanda precedente; https://www.studiosinfonico.it/parodontite-diagnosi-e-terapia/); altre cause di recessione gengivale (traumatiche e/o infettive) vanno valutate caso per caso.

27. Prendo quotidianamente molti farmaci, posso mettere gli impianti?

La maggior parte dei farmaci non costituiscono una controindicazione all’implantologia. Gli unici farmaci che attualmente costituiscono una controindicazione assoluta all’implantologia sono i bifosfonati (farmaci che alterano il metabolismo osseo) assunti per via endovenosa e il denosumab (altro farmaco per l’osteoporosi) nel paziente affetto da metastasi ossee o mieloma multiplo, e i farmaci anti-angiogenetici per terapia oncologica.

28. Quand’è che gli impianti dentali non possono essere inseriti?

Le controindicazioni assolute all’implantologia sono sostanzialmente due: 1) crescita scheletrica non completata (certamente non prima dei 20-25 anni di età); 2) patologie gravi (es. infarto miocardico acuto recente, chemio-radioterapia in atto, ecc.).

Esistono poi quelle che vengono definite “controindicazioni relative”, ad es. diabete non compensato, ipertensione non controllata, fumo eccessivo, scarsa igiene orale: in questi casi l’implantologia potrà essere eseguita soltanto dopo il raggiungimento di determinati parametri (mediante opportuna rivalutazione della terapia farmacologica, riduzione o cessazione del fumo, miglioramento dell’igiene orale domiciliare, ecc.).

29. Di notte digrigno i denti: posso mettere gli impianti?

Sì, non ci sono problemi per gli impianti. A seconda dei casi, potrebbe essere opportuno proteggere dal rischio di scheggiature i denti artificiali su impianti con un bite morbido (una placca in resina morbida che si incastra su un’arcata dentale) da portare di notte. In alcuni casi può essere opportuno aumentare il numero e le dimensioni degli impianti.

30. Come viene fissato il dente all’impianto?

Il dente può essere fissato all’impianto sostanzialmente in 2 modi: può essere cementato oppure avvitato.

Il dente cementato è cementato a un perno più piccolo (moncone implantare o “abutment”) che viene avvitato all’impianto. Questo metodo ha diversi inconvenienti, per cui nel nostro studio non viene mai utilizzato se non nei rarissimi casi in cui sia la soluzione migliore.

Il dente avvitato viene avvitato direttamente all’impianto oppure, soprattutto nei ponti più estesi o nelle arcate complete, viene avvitato a un perno intermedio che a sua volta è avvitato all’impianto. Questo metodo presenta molti vantaggi importanti per cui lo adottiamo praticamente sempre nel nostro studio.

31. Ho un impianto in bocca ma mi si stacca spesso il dente (o la protesi) fissato all’impianto: cosa si può fare?

A seconda dei casi, la soluzione può essere sostituire qualche componente situata tra dente e impianto (ad es. vite di serraggio e/o perno intermedio tra dente e impianto) oppure modificare il metodo di fissaggio del dente (o della protesi) all’impianto, ossia passare da un dente/protesi cementato a un dente/protesi avvitato.

32. Ho degli impianti in bocca ma non sono contento del risultato estetico: cosa si può fare?

Naturalmente dipende dal tipo di problema. A seconda delle situazioni cliniche, può essere opportuno modificare o sostituire il dente artificiale (cambiandone forma, volume, colore, ecc.), oppure aumentare chirurgicamente l’altezza e/o lo spessore della gengiva per coprire il colletto del dente ed eventuali parti metalliche visibili. In rari casi, se la causa del problema estetico è riconducibile a un mal posizionamento dell’impianto, l’unico modo per migliorare l’estetica può essere la rimozione dell’impianto e la sostituzione con un nuovo impianto posizionato in modo differente, associando eventualmente tecniche di aumento osseo e/o gengivale: a questo nuovo impianto verrà fissato un nuovo dente artificiale.

33. Si può sostituire un impianto?

Sì, per diversi motivi in alcuni casi può rendersi necessario sostituire un impianto. Un caso è quello di un impianto che per infezione cronica dovuta ad accumulo di placca e tartaro (perimplantite) ha perso ormai tanto osso di sostegno; un altro caso è quello di uno scadente risultato estetico causato da un mal posizionamento dell’impianto con associata perdita di tessuto gengivale. Altre volte invece è necessario rimuovere l’impianto perché, per infezione intra- o post-operatoria o per fallimento chirurgico, non è avvenuta l’osteointegrazione (l’impianto non ha “attecchito” nell’osso). La sostituzione prevede la rimozione dell’impianto mediante strumenti manuali e/o ultrasonici (analoghi a quelli utilizzati per la rimozione del tartaro) e l’inserimento, immediato o a guarigione avvenuta, di un nuovo impianto, a cui si fisserà il nuovo dente artificiale. Spesso in questi casi si rendono necessarie tecniche di aumento osseo e/o gengivale.

34. Quanto dura un impianto?

Un impianto può durare tutta la vita. I motivi che possono portare alla sua rimozione sono generalmente quelli visti nella domanda precedente.

35. Quanto costa un impianto dentale?

Il costo dipende da numerosi fattori, in primis il numero di impianti e il numero di denti artificiali da posizionare, l’eventuale necessità di aumenti di volume osseo e/o gengivale, l’opportunità o meno di un dente provvisorio, l’eventuale utilizzo di una guida chirurgica (v. domanda 17), l’eventuale estrazione del dente, eccetera.

36. È possibile rateizzare il pagamento?

Oltre alla tradizionale modalità di pagamento in 3 rate, lo Studio Sinfonico offre la possibilità di rateizzare il pagamento fino a 24 rate mensili senza interessi a carico del paziente. Questa pratica viene effettuata tramite un POS dedicato (PagoDIL by Cofidis): in caso di esito positivo, la rateizzazione avrà inizio con il primo addebito diretto 30 o 60 giorni dopo la pratica.

Offriamo inoltre la possibilità di finanziamento con 2 diverse compagnie.

37. Cosa succede se mi si rompe il dente o la protesi dopo aver messo gli impianti? Esiste una garanzia sugli impianti dentali?

Per i primi 5 anni, la riparazione o il rifacimento della protesi verranno eseguiti gratuitamente, a condizione che il paziente abbia effettuato le sedute periodiche di controllo e igiene.

38. In sintesi, quali sono i benefici e le opportunità dell’implantologia?

A seconda dei casi, i benefici e le opportunità dell’implantologia possono essere i seguenti:

  • ripristino dei denti fissi;
  • possibilità di farlo anche nello stesso appuntamento dell’estrazione del dente o dei denti (impianti post-estrattivi a carico immediato: vedi domande 13-19), senza passare per protesi mobili/rimovibili;
  • possibilità di farlo senza incisioni e punti di sutura;
  • possibilità di farlo anche se inizialmente l’osso è effettivamente insufficiente;
  • possibilità di farlo anche in presenza di patologie e terapie farmacologiche importanti eccetto pochissime eccezioni;
  • possibilità di ottimizzare il risultato estetico grazie anche a tecniche di aumento osseo e/o gengivale e/o a tecniche di inserimento implantare contestuale all’estrazione del dente;
  • possibilità di ritrattamento/rimozione/sostituzione di vecchi impianti inadeguati;
  • garanzia 5 anni;
  • possibilità, salvo buon fine, di rateizzazione fino a 24 rate mensili senza interessi.